L’unico difetto che ho riscontrato in Windows Vista Ultimate 64x, è che molti formati video non sono supportati. Il problema è che molti codec (coder/decoder, codificatori/decodificatori, per creare/eseguire filmati) non sono installati in Windows, probabilmente a causa di copyright. Per questa ragione Microsoft ha preferito demandare all’utente la questione se installare o no i codec necessari. Il problema è che all’esecuzione di un video primo di codec Windows Media Player cercherà di eseguire il file, non riuscendoci proverà a scaricare il codec da internet, ma non vi riuscirà quasi mai e fornirà o un messaggio di errore o eseguirà il solo audio del filmato.
Come fare allora?
Ci sono due filosofie differenti per risolvere quest’annosa questione:
1) installare dei codec pack prefatti
2) installare player multimediali che abbiano i codec integrati
I codec pack migliori sono:
- Vista Codec Package (per sistemi a 32 e 64 bit, con l’add-in dei Components x64)
- K-Lite Mega Codec Pack
Il miglior player con codec integrati è:
- VLC Media Player
Il vantaggio del primo approccio è che installando i pacchi di codec si potrà utilizzare il proprio player preferito (es. Windows Media Player) con la certezza che eseguirà qualsiasi tipo di file video, inoltre non associano i formati dei video a un determinato player. Il rovescio della medaglia è che si appesantisce (seppur di poco) il sistema è il rischio di installare spazzatura nel registro di Windows è alto (specialmente se qualcosa dovesse andare storto e si volesse disinstallare il codec appena installato e insallarne magari altri pacchi).
Il vantaggio del secondo approccio è che non si appesantisce il sistema e basta rimuovere il player per essere certi di aver riportato il sistema esattamente alle condizioni iniziali. Lo svantaggio è che non potremo utilizzare il nostro player preferito, ma dovremo adattarci a quello con i codec incorporati.
Alla fine io, dopo molto girovagare in rete ho optato per la filosofia di approccio al problema numero 2, ossia l’installazione di un player tutto incluso. E ho trovato un player decisamente eccezionale, il già citato VLC Media Player.
La sua versione precedente, la 0.8 al momento attuale in cui scrivo, aveva raccolto 100 milioni di download, mentre l’attuale, la 0.9 sempre in data attuale, è arrivata a 21 milioni. Il segreto di un tale successo? Il fatto che VLC è semplice e intuitivo nell’interfaccia grafica, è Open Source e completamente gratuito, si integra perfettamente nel sistema, ha zero impatto sulle prestazioni e può essere configrutao a proprio piacimento. Inoltre sfrutta le risorse hardware per la migliore accelerazione dei flussi e, cosa più importante, integra al suo interno praticamente tutti i codec attualmente più utilizzati, per video e audio. Si potranno così vedere DivX, XVid, Windows Media Video/Audio, Mpeg 1 e 2 e perfino i formati Quick Time e Flash (i filmati di YouTube).
Sono estremamente contento della mia scelta. Io sono sempre per evitare di installare cose inutili nel sistema (e se proprio devo farlo prima le provo in una macchina virtuale), e che non appesantiscano inutilmente il sistema. Seguendo tale filosofia non ho installato codec nel mio Vista Ultimate x64, ma ho lascitao Windows Media Player. Ho poi installato VLC in modo che tutto ciò che non sia riproducibile da WMP lo possa eseguire con VLC semplicemente tramite tasto destro/Apri con… E tutti i miei problemi di codec sono finiti, senza necessità di installare nulla.
Ultima chicca: un video su YouTube molto ben fatto, che spiega le potenzialità dell’ultima versione di VLC.
Adesso a voi la strada che intendete percorrere, in base alle vostre necessità.
Vediamo come installare Turbo Delphi Explorer (l’unica versione fin’ora gratuita di Delphi) così come qulsiasi altra versione di Delphi su Vista, anche a 64 bit.
Le versioni dall 6 alla 2006 (visto che dalla 2007 in poi sono espressamente compatibili con Vista) non erano state progettate per Vista, ma nonostante queto sono perfettamente installabili e usabili al massimo delle loro potenzialità anche nell’ultimo nato di casa Microsoft, con qualche piccola accortezza.
Vediamo quindi che procedimento seguire per installare e poter usare agevolmente Turbo Delphi Explorer (parlo di questo perchè, come detto all’inizio, è completamente gratuito, ma la procedura è applicabile anche alle altre versioni):
- scaricare la versione di TD Explorer che si preferisce dal sito CodeGear
- installare i prerequisiti: .Net 1.1, .Net 1.1 SP1, .Net 1.1 SDK
- vi verrà detto che tali prerequisiti o alcuni di essi non sono compatibili, seguite questa procedura:
http://www.mydigitallife.info/2007/12/27/install-microsoft-net-framework-11-on-windows-vista-fix-regsvcsexe-fails-error/
e ignorare i messaggi di avviso
- installare tutti i prerequisiti: .Net 1.1 + SP1, poi .Net 1.1 SKD, poi Visual J# .Net 1.1, infine MSXML 4.0 Service Pack 2
- eseguire il Setup di Turbo Delphi con privilegi amministrativi
- dare i permessi di modifica alla cartella "Bin" (dove si è installato TD) come illustrato qui:
http://www.drbob42.com/examines/examin84.htm
- copiare il file chiave gratuitamente ottenibile tramite email per gli utenti registrati dal sito CodeGear (registrazione ovviamente gratuita), nella propria home-directory del proprio profilo utente (es. C:\Users\Silver Black)
Passo extra altamente raccomandato: aggiornamento di Turbo Delphi:
- installare gli HotFix Roll-Up 1 e 2 in sequenza
Passi extra facoltativi ma consigliati: potenziamento dell’ambiente di sviluppo:
- installare Delphi SpeedUp 1.99 per Delphi10 ele DDevExtensions v1.2 (avviare esplicitamente come Amministrator)
- installare Delphi GExperts (avviare esplicitamente come Amministrator)
- installare Turbo Tweaks 1.14 (avviare esplicitamente come Amministrator)
E’ tutto. Buon Delphi a tutti!
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7 giorni con Windows 7
Ormai è sulla bocca di tutti, Windows 7, il futuro sistema operativo made in Microsoft che sostituirà Vista. Lo abbiamo provato per voi e vi raccontiamo i primi sette giorni di utilizzo. […]
Articolo completo qui (fonte: ACMagazine)
Tutti di solito cercano tool per importare email e contatti da Outlook a Thunderbird (procedura già inclusa nel client Mozilla), ma in pochi fanno il passaggio opposto. Poichè io sto per compiere proprio questo passo mi sono messo un po’ a cercare qualche tool e più che un software adatto allo scopo ho trovato una procedura che dovrebbe svolgere questo fastidioso compito:
- compattare le cartelle di Thunderbird
- aprire la cartella dati di Thunderbird (es. sotto Vista C:\Users\<nome utente>\AppData\Roaming\Thunderbird\Profiles\n7aqyrkg.default\Mail\Local Folders)
- copiare la cartella “Local Folders” in [drive]:\Mail Folder
- scaricare il tool gratuito mbx2eml
- creare la cartella temporanea [drive]:\TempMail
- convertire i file .mbx in .eml con il comando:
mbx2eml.exe [drive]:\Mail Folder\*.mbx [drive]:\Temp Mail
- chiudere un eventuale sessione aperta di Windows Mail o Outlook Express
- copiare i fil .eml nella cartella inbox del vostro Windows Mail o Outlook Express (es. sotto Vista C:\Users\<nome utente>\AppData\Local\Microsoft\Windows Mail\Local Folders\Inbox)
- aprire Windows Mail o Outlook Express e attendere finchè vengono lette tutte le proprie email
- aprire Microsoft Office Outlook 2007 e selezionare “File -> Importa/Esporta, Importare posta elettronica” e selezionare “outlook express 4.x,5.x,6.x or windows mail” e cliccare su “Avanti”
- tutto finito!
Appena provate fatemi sapere se funziona, io ancora per qualche giorno (spero domani…) non potrò mettere le mani sul mio nuovo PC, per cui purtroppo dovrò attendere.
In occasione del WinHEC di Los Angeles, Microsoft mostra al pubblico i suoi muscoli, rivelando alcune importanti caratteristiche del prossimo sistema operativo, Windows 7. Dopo la presentazione della versione pre-beta, distribuita a pochi “eletti” anche in occasione del TechED, il colosso di Redmond avverte il grande pubblico mostrando due degli elementi caratteristici che connoteranno il futuro sistema operativo.
Il primo riguarda il tempo di avvio: il boot è sempre stato un tallone d’achille dei sistemi Windows; alla sua settima release, Microsoft sembra aver trovato una soluzione, aumentando l’inizializzazione simultanea delle periferiche. Ecco il video dimostrativo.
La seconda innovazione è rappresentata dalla gestione delle risorse in modalità multi tasking, ottimizzata e migliorata rispetto a quanto fatto fino ad ora con Vista. Il video mostra come, con l’aumentare delle finestre aperte, i sistema fa registrare rallentamenti e disattiva l’interfaccia Aero, per alleggerire il carico di lavoro. in Windows 7, il problema invece non sussiste; a gestire l’interfaccia grafica e le relative finestre di lavoro è la GPU direttamente, che, vantando un’architettura ottimizzata per il calcolo parallelo, lascia completamente libera la memoria RAM, utile per altri scopi. Ecco il video.
I due video, essendo dimostrazioni, vanno presi la debita considerazione: sulla base della nostra personale esperienza, è raro, se non impossibile, vedere un PC con Vista avviarsi nelle tempistiche riportate nel primo video. Tutti i video sono tratti da Engadget.
(fonte: Harddware Upgrade.it, articolo originale qui)
Altre informazioni e novità di Windows 7
Win7 sarà l’ultima versione ad essere distribuita sia a 32 che 64 bit, le successive saranno unicamente a 64 bit
MinWin (kernel minimale di appena 25 MB ) sarà parte di Windows 7: non si tratterà di un nuovo kernel però, ma semplicemente di una riorganizzazione dei componenti e delle varie chiamate alle funzioni di più basso livello, tesi a migliorare la separazione fra il fulcro del sistema operativo e gli strati superiori.
DirectX 11 (che saranno rese disponibili anche per Vista)
Windows Display Driver Model 1.1, versione aggiornata del modello driver WDDM introdotto da Windows Vista. Uno dei principali benefici sarà la possibilità di far convivere, sullo stesso sistema, schede video di marche diverse e relativi driver: diverrà quindi possibile utilizzare un PC dotato di due schede video, una con GPU ATI e una equipaggiata con GPU nVidia.
Direct2D e DirectWrite, Windows 7 fornirà il supporto a testi, linee e forme bidimensionali in generale più belli e veloci che mai. Gli artefici di questo miglioramento sono due set di API denominate Direct2D e DirectWrite.
256 processori, Windows 7 potrà utilizzare fino alla bellezza di 256 processori, in una qualisasi combinazione di single core, multi core, e CPU logiche come quelle ottenibili tramite tecnologie come quelle create da Hyper Threading.
Windows 7 Scenic Ribbon: Office 2007 sbarca su Windows, Windows 7 sara dotato di tutto il necessario per supportare applicazioni dotate di una interfaccia simile a quella intordotta da Office 2007. Il nuovo sistema è attualmente noto come Scenic, ed è già utilizzato dai rinnovati Paint e WordPad. Grazie alle API comunque, Scenic sarà disponibile a tutti gli sviluppatori, che potranno così realizzare programmi dotati dello stesso aspetto senza doversi appoggiare ad astrusi componenti realizzati da terze parti.
Windows 7 non avrà la sidebar, ma solamente i gadget che, oggi, sono ad essa legati. Senza un “contenitore” adibito, tali gadget saranno liberi di essere spostati a piacimento sul desktop, come oggi avviene trascinando esplicitamente tali programmi fuori dalla barra stessa.
Aero Snaps,ecco una di quelle piccole ma significative notivà che possono contribuire sicuramente in modo positivo a migliorare l’usabilità del sistema operativo. Trascinando una finestra verso il bordo superiore dello schermo, questa si ingrandirà automaticamente. Al contrario, se verrà spostata in tale modalità, tornerà alle dimensioni originali. Ancora più interessanti sono le azioni associate ai lati: trascinando una finestra su uno dei due lati, questa si ridimensionerà fino ad occupare il 50% dell’area visibile. Spostandola, tornerà alla dimensione originale. Davvero comodo per lavorare su finestre parallele con un monitor widescreen.
Aero Shake, un’altra novità di Windows 7 è chiamata Aero Shake. “Agitando” la finestra in primo piano mediante il mouse, tutte le altre applicazioni aperte verranno ridotte a icona. Un video dimostrativo è disponibile qui.
Desktop Slideshow, Windows 7 supporterà la modifica automatica temporizzata dello sfondo del desktop. Tale funzionalità potrà attingere non solo dalla libreria di immagini locali, ma anche da un un feed XML: giocando un po’ con i flussi offerti da Flickr, il divertimento è assicurato.
Le finestre massimizzate rimangono trasparenti, durante l’analisi di Windows Vista, molti lamentavo la sparizione dell’effetto “vetro” una volta che le applicazioni venivano ingrandite. La motivazione ufficiale è che un bordo opaco favorisce la concentrazione sulla finestra corrente, eliminando le distrazioni di quanto presente sullo sfondo. Sia come sia, questa antiestetica limitazione è stata rimossa da Windows 7: le finestre massimizzate conserveranno infatti il loro bordo semitrasparente.
La nuova “Barra delle applicazioni” sarà uno degli elementi d’interfaccia maggiormente rinnovati. Innanzitutto, verrà completamente eliminata la barra di avvio rapido che affianca il pulstante Start sin da Windows 98: sarà ancora attivabile su richiesta, ma non più presente per impostazione predefinita. Una scelta che, alla luce delle novità esposte di seguito, è perfettamente sensata. La barra delle applicazioni sarà più alta, e non mostrerà più lunghi rettangoli con il titolo della finestra, ma semplicemente l’icona distintiva del programma.
Meno applicazioni, più spazio a Live, numerose applicazioni “storiche” subiranno un sostanziale aggiornamento in Windows 7. Alcune applicazioni di corredo spariranno dalla dotazione standard del sistema operativo, per essere disponibili solamente su richiesta: in particolare, Windows Mail, Windows Photo Gallery e Windows Movie Maker non saranno presenti nativamente in Windows 7. Per accedere a tali prodotti, l’utente sarà chiamato ad utilizzare Windows Live Essentials, un installatore unificato in grado di recuperare, fra le altre, le ultime versioni di Windows Live Mail, Windows Live Photo Gallery e Windows Live Movie Maker dirattamente da Internet.
Multi-touch, l‘approccio “a sfioramento”, a cui iPhone deve buona parte del proprio successo, arriverà anche su Windows. Utilizzando la prossima versione del sistema operativo a finestre congiuntamente ad un apposito dispositivo compatibile, sarà quindi possibile interagire con gli elementi dello schermo direttamente con le mani. Microsoft ha fornito una prima dimostrazione di questa funzionalità durante l’evento D: All Things Digital.
Windows Solution Center, tempi di crescita anche per il Centro sicurezza PC introdotto da Windows XP Service Pack 2. In Windows 7, tale applet sarà rinominata in Windows Solution Center, e terrà solo controllo non solo lo stato di firewall, Aggiornamenti automatici, antivirus, ed antispyware, Impostazioni Internet e Controllo account utente, ma anche stato di risoluzione dei problemi, system restore, backup e, in caso si faccia parte di un dominio controllato da un server dotato di Windows Server 2008, anche Network Access Protection (NAP)
Calcolatrice, la “mitica” calcolatrice di Windows, rimasta grossomodo invariata fra le varie versioni di Windows, subirà un interessante upgrade: oltre alla mera possibilità di eseguire operazioni algebriche, arriverà anche un ricco set di convertitori di unità di misura relative a tempi, spazi e altre utilità economiche di base.
Credential Manager, troppe credenziali di accesso da ricordare? Windows 7 offrirà un nuovo pannello grazie al quale delegare al sistema operativo l’autenticazione presso qualsiasi area riservata, tanto su web quanto in rete locale, e con l’interessante possibilità di esportare tutte le informazioni a fini di backup, sia in locale, sia in un area protetta e riservata on-line.
Temi, Windows 7 avrà temi a palate: quanto differenti fra loro, rimane ancora un mistero.
Dispositivi biometrici, Windows 7 sarà in grado di supportare nativamente i lettori di impronte digitali, senza bisogno di installare software aggiuntivo.
ClearType, la prossima versione di Windows offrirà un pannello di controllo legato alle funzionalità di anti-aliasing, grazie al quale l’utente potrà modificare l’effetto anti-scalettatura per meglio adattarlo alle proprie preferenze.
Desktop multipli, sostenitori di Linux, preparate i vostri commenti sarcastici: stando ad alcune voci non confermate, Windows 7 offrirà il supporto ai desktop multipli in maniera nativa. Manca solo un bel effetto di trasizione fra gli stessi e la polemica è servita.
Windows PowerShell e Integrated Scripting Environment (ISE), una delle caratteristiche in cui il mondo Unix/Linux è sempre stato un passo avanti a Windows è sicuramente quello dell’automazione: realizzando appositi script per la shell, è possibile effettuare una serie di operazioni estremamente più variegato rispetto a quanto offerto dai semplici file Batch di Windows. Microsoft ha trascurato tale disparità per anni, favorendo il mercato dei vari registratori di macro ed altri ambienti di scripting realizzati da terze parti (fra cui se ne distinguono di davvero eccellenti). Sul finire del 2006, Microsoft ha scelto finalmente di agire: è nata così la prima versione dell’ambiente di scripting denominato Windows PowerShell. L’ambiente avrebbe dovuto essere integrato in Windows Vista, ma i piani furono modificati in corso d’opera per non posticipare ulteriormente la disponibilità di un sistema operativo palesemente in ritardo. Microsoft ora ci riprova: Windows 7 sarà dotato nativamente di Windows PowerShell (giunto nel frattempo alla versione 2.0) ed Integrated Scripting Environment (ISE), un piccolo “ambiente di sviluppo” che dovrebbe semplificare la creazione degli script e offrire strumenti per il debugging.
Windows Recovery Environment, WinRE è un ambiente di recupero che consente di accedere al PC e (tentare di) risolvere eventuali problemi tali da rendere inserivigile il sistema operativo installato sul disco. Ad oggi, tale funzionalità è accessibile mediante il DVD avviabile di Windows Vista o, opzionalmente, installato sul disco e richiamato mediante il tasto F8 all’avvio del PC. Windows 7 installerà questo utile componente per impostazione predefinita.
Immagini in-place, durante la Professional Developer Conference (PDC) 2008, Microsoft ha tenuto una dimostrazione di una funzionalità che potrebbe davvero semplificare la vita di molti tecnici professionisti: un nuovo sistema di immagini (lo stesso meccanismo di cui Norton Ghost è stato pioniere) che consente di ripristinare una workstation pur conservando tutti i dati dell’utente. Ancora non disponibili i dettagli tecnici, ma tutti coloro i quali si sono trovati a dover fare un backup di qualche svariato centinaio di gigabyte prima di ripristinare un’immagine possono finalmente iniziare a sperare.
Problem Steps Recorder, un’altra manna dal cielo per tutti i dipartimenti IT: grazie a Problem Steps Recorder, gli utenti di Windows 7 potranno registrare la sequenza di azioni che conducono ad un problema, ed inviare un report dettagliato (comprensivo di screenshot e indicazioni inerenti i vari punti in cui l’utente ha cliccato) al personale di supporto.
Supporto alla immagini ISO, meglio tardi che mai, il prossimo Windows fornirà tutto il necessario per masterizzare immagini ISO direttamente da shell. Aprendo un file in tale formato, viene presentata una semplice finestra di dialogo dalla quale selezionare il masterizzatore, abilitare o meno la verifica dei dati registrati e… iniziare.
Controllo account utente (UAC), è stata indubbiamente una delle novità peggio recepite dagli utilizzatori di Windows Vista. Il problema è che, sebbene si tratti di un indubbio miglioramento delle funzionalità di sicurezza a disposizione dell’utente, questa funzionalità è stata percepita semplicemente con un fastidio. L’UAC di Windows 7 sarà meno invasivo, e molto più personalizzabile rispetto a quanto visto nel predecessore. In particolare, il livello di notifiche sarà configurabile sulla base delle singole preferenze: interruzioni più frequenti (e quindi sistema più sicuro) o più rade (quindi minor sicurezza ma anche minor fastidio).
AppLocker, è una funzionalità destinata all’uso aziendale, mediante la quale il personale IT potrà stabilire selettivamente quali applicazioni consentire o bloccare sulle varie workstation.
PC Safeguard, Windows 7 è dotato di una nuova modalità destinata principalmente a tutte quelle realtà in cui il calcolatore è esposto al pubblico: biblioteche, Internet Cafè, chioschi informativi, PC destinati alla formazione e via dicendo. Gli utenti che accedono a PC pubblici potrebbero infatti modificare impostazioni di sistema, installare programmi, creare nuovi file, dimenticare password o altri dati sensibili alla mercè dell’utente successivo o, addirittura, compromettere la postazione con virus o altri malware (magari in buona fede): chiaramente si potrebbe pensare di utilizzare account con privilegi ridotti, ma questo finirebbe per limitare il raggio d’azione in modo non sempre conciliabile con le attività cui questi sistemi sono destinati. Ecco quindi che Microsoft propone la funzionalità PC Safeguard. Funziona così: si crea un utente non-amministratore, per il quale si abilita PC Safeguard. Ora, ogni volta che tale utente eseguirà log-in o cercherà di archiviare un file nella propria cartella personale, verrà visualizzato un avviso nel quale il sistema operativo informa l’utilizzatore che ogni nuovo file salvato e qualsiasi modifica apportata al sistema verranno annullati al momento della disconnessione. L’amministratore ha inoltre la possibilità di disabilitare la “vaporizzazione” su certe partizioni: in questo modo, ad esempio, è possibile proteggere il disco di sistema ma lasciare comunque a disposizione una fetta di spazio di archiviazione locale.
Windows Media Player 12, Windows 7 sarà accompagnato da Windows Media Player 12. Tale programma verrà distribuito anche come aggiornamento per Windows Vista, ma, con tutta probabilità, sarà precluso agli utilizzatori di Windows XP. Solo superficiali comunque i ritocchi apportati al player rispetto alla versione precedente. Una modalità ridotta graficamente più usabile.
E una libreria più semplice e meno colorata, che richiama apertamente lo stile minimalista già citato per il nuovo Windows Explorer
Windows Media Center, gli utenti di PC da salotto (HTPC) saranno felici di sapere che Windows 7 sarà dotato, nelle edizioni rivolte all’utenza domestica, di una nuova versione di Windows Media Center, l’interfaccia multimediale utilizzabile tramite telecomando. Qui sono stati raccolti parecchi screenshot del componente: si distinguono chiaramente numerosi ritocchi all’interfaccia grafica e qualche nuova funzonalità relativa alla riproduzione di musica e video (archiviati localmente o ricevuti mediante una scheda TV) o alla visualizzazione delle immagini.
Conclusioni
Credo che Windows 7 nella sua release definitiva sarà come doveva essere Vista al momento del lancio e non è stato: stabile, sicuro, snello (per hardware aggiornato) e soprattutto pieno di strumenti volti a migliorare l’esperienza dell’utente. Se si dimostrerà davvero più usabile di Vista, come promette, sarà la vera svolta di Windows. Permettetemi un’osservazione personale: Vista è stato una beta o un esperimento di Microsoft per raccogliere il parere degli utenti (anche se con l’SP1 è migliorato molto e diventato davvero efficace e funzionale), e Win7 ne è il risultato. Lo dimostra il fatto che tra XP e Vista sono passati 7 anni, mentre tra Vista e Win7 ne passeranno 2.
A questo proposito è lecito chiedersi: ma quando uscirà Windows 7? Credo che fissare una finestra temporale compresa fra settembre 2009 e febbraio 2010 sia il riferimento più verosimile. Nel frattempo, è sicuramente lecito aspettarsi una prima beta pubblica, liberamente scaricabile da tutti, fra la settimana pre-natalizia di quest’anno e fine gennio 2009.
Un grazie a Zane (autore dell’articolo originale esteso, che io ho qui riassunto e sintetizzato) e MegaLab.it, rivista on-line da cui ho tratto immagini e articolo originale (da me adattato).
La Superbar c’è, ma non si vede. A scoprirlo è stato il blog WithinWindows.com che ha rilevato dove si nasconde e come farla uscire allo scoperto.
Ma facciamo un piccolo riassunto su cosa stiamo parlando. Al PDC2008 è stato presentato Windows7 eseguendo demo e presentazione sulla build 6933, che come avrete letto in Windows Seven: il design prende forma, mostra una barra delle applicazioni riprogettata nelle funzionalità e maggiorata in altezza che è stata amichevolmente soprannominata Superbar. Sempre nel PDC, però, non è stata consegnata questa fantomatica 6933, ma un’altra build, la numero 6801 (scaricatissima via torrent e circuiti underground), che a prima vista sarebbe priva di questa Superbar. A prima vista, appunto, perché in realtà c’è, ma nascosta.
Vediamo perchè è nascosta, come funziona la falla nel sistema di protezione e sopratutto come abilitarla.
A confermare la tesi c’è anche Steven Sinofsky in persona:
“You’ve got it right. Our plans were to complete the user experience for the beta milestone and the PDC build is the M3 milestone (final stop before beta). So the UI is not complete in either functionality or design.
This doesn’t represent what we showed at the PDC demonstrations […]“
Che tradotto sta per:
“E’ vero. I nostri piani erano di completare l’interfaccia utente per la versione beta e al PDC abbiamo distribuito la M3 (la build finale prima della beta). Quindi la UI non è ancora completa nelle funzionalità o nel design. Questo trucco non abilita ciò che abbiamo mostrato al PDC […]“.
Articolo completo qui (fonte ACMagazine).
Direttamente dal PDC2008, un viaggio attraverso le novità introdotte dalla pre-beta del successore di Windows Vista. Questa prima puntata mostra alcune novità estetiche, ma gradite.

Articolo completo qui (ACMagazine).
Ricordo che prima di Win7, uscirà il SP2 per Vista, che già dopo il primo SP ha migliorato drasticamente prestazioni e funzionalità, guadagnandone in usabilità ed esperienza di utilizzo.
Finalmente ho deciso di comprare il mio nuovo PC, praticamente è dal 1996 che non ne compro uno (poi avevo preso nel 2003 un P3 usato a cui ho sostituito alcune componenti e aumentato la RAM). Finalmente ecco il preventivo finito:
Case: Antex Twelve Hundred
Alimentatore: Antex SG-650 da 650 W (certificazione 80 Plus Bronze)
Scheda madre: Intel Desktop Board DP45SB ATX
CPU: Intel Core 2 Quad 9550
RAM: 8 GB DDR3 1.333 MHz, Kingston
Hdd 1: WD VelociRaptor da 150 GB (10.000 rpm)
Hdd 2: WD Caviar Black 1 TB (7.200 rpm)
GPU: AMD Radeon Sapphire HD 4870-780 Toxic, 512 MB RAM GDDR5 (overclock a 780 MHz per clock e 1000 MHz per le memorie, vedi qui)
Masterizzatore CD/DVD: Plextor PX-800A
Lettore CD/DVD: Samsung SH-D163B
Tastiera e mouse: Logitech Cordless Desktop MX 3200 Laser
Sistema operativo: Windows Vista 64 Ultimate
Adesso finalmente dovrei lavorare in modo più spedito, era proprio ora!!
Questa volta i riflettori sono puntati su [b]User Account Control[/b], una delle nuove funzionalità di sicurezza introdotte dal successore di Windows XP e spesso criticata dagli utenti e da Microsoft stessa per l’eccessiva frequenza delle notifiche.
Nel prossimo sistema operativo targato Microsoft, UAC non è destinato a sparire, quanto invece a essere reso meno assillante, eliminando le richieste duplicate o inutili, di modo da non annoiare l’utente con il conseguente risultato di rispondere in modo affermativo a tutte le richieste.
Gli utenti avanzati potranno gestire meglio gli avvisi, che riporteranno maggiori informazioni e permetteranno di impostare il sistema in maniera da trovarsi davanti alle finestre di autorizzazioni molto più di rado rispetto a oggi.
Articolo completo qui (fonte: MegaLab.it).
Mentre Windows 7 si prepara alla sua prima uscita pubblica al PDC di fine Ottobre, se ne parla già tanto e si delinea una rivoluzione netta che parte dall’interno, ma mantenga la retrocompatibilità con Windows Vista in termini di driver e programmi applicativi.
L’evoluzione tecnologica delle CPU spinge nella direzione del multi-core avanzato che prospetta l’utilizzo sino a 32 core in simultanea, di certo un po’ troppi per delle operazioni home-based che si prefigge di realizzare Windows 7. Il nuovo S.O. Microsoft dovrà supportare sempre più core e per far ciò ha bisogno di una “rivoluzione interiore”. […]
Articolo completo qui.
Mio commento: è proprio giunto il momento di comprare un quad core, ormai costano davvero poco (consiglio la nuova seria Q9xxx, es. Q9300, Q9450, Q9550, basata su Penryn).
Sono tornato dalle ferie da pochi giorni (avrete notato che c’è stato un po’ di silenzio qui attorno in questi giorni…), ma adesso si ricomincia ancora più motivati di prima!
E quindi cominciamo con un bel tip per CyberInstaller Suite 2008, una delle domande tra le più gettonate al supporto tecnico e al forum: come aggiungere un collegamento a un sito web nel proprio pacchetto di installazione.
Prima di tutto è necessario creare un file di testo semplice in una cartella qualsiasi (meglio una sottocartella del progetto sorgente, in quanto tale file dovrà poi essere aggiunto al pacchetto). Es.: “Il mio sito web.txt”.
Rinominare poi questo file con estensione “url” in modo diventi: “Il mio sito web.url”.
Aprire tale file .url con un qualsiasi editor di testo, anche Blocco Note di Windows va più che bene, e aggiungere le seguenti righe:
[InternetShortcut]
URL=http://www.silvercybertech.com
Ovviamente sostituendo l’indirizzo del sito web SilverCyberTech con il sito desiderato.
Salvare il file e uscire dall’editor di testo. A questo punto si noterà che il file apparirà senza estensione (.url), anche se abbiamo abilitato la visualizzazione delle estensioni dalle opzioni di Esplora Risorse (cosa consigliata per qualunque power-user di Windows), però è cambiata l’icona del file con l’immagine del proprio browser di default.
A questo punto facendo doppio clic sul file appena creato si aprirà il proprio browser alla pagina specificata.
Inserire quindi il file nel pacchetto di installazione creato con CyberInstalleer Suite (al passo 4, Dati).
Infine andare al passo 13, Collegamenti, per aggiungere un collegamento al file appena inserito.
E’ tutto! Così facendo apparirà il collegamento al proprio sito web (o quello specificato nel file .url) nel Menu Avvio o sul Desktop (o in altra cartella specificata al momento della creazione del collegamento), permettendo ai propri utenti di andare subito alla pagina desiderata e aiutandoli ad esempio a raggiungere la home page della vostra software-house, oppure la pagina delle FAQ o del vostro forum di supporto tecnico.
Attenzione: usare con accortezza! Non inserire ad esempio un collegamento a un sito web nella cartella Esecuzione Automatica del Menu Avvio… per ovvi motivi!
Da oggi la piccola utility che sta avendo un inaspettato successo, CyberTaskTimer, è disponibile anche in inglese a questa pagina.
Ho da pochi giorni acquistato delle nuove casse da eBay, le Pronson Conquest 6030 MK2, con un rapporto prezzo/qualità eccezionale.
Qui potrete vedere un foto-reportage con le mie impressioni d’ascolto.
Ecco alcune anticipazioni decisamente hot sul futuro di Windows, sulla rivista on-line ACMagazine.
Che dopo Windows Vienna Microsoft sia ad una svolta epocale? Io non ci conterei troppo… almeno finchè si sentono annunci ufficiali sull’aggiornamento di VSC++ e delle MFC proprio per i futuri kernel di Windows, sempre e ancora sviluppati in nativo per x86 a 32/64 bit.
Comunque staremo a vedere! Ricordiamoci, tutti noi sviluppatori, che chi fa la nostra professione deve essere sempre pronto a cambiare, a tornare indietro, a guardare avanti e essere sempre pronto, perchè a volte arrivare secondi equivale a perdere del tutto la partita in gioco. E questo vale per qualsiasi linguaggio utilizziamo o per qualsiasi piattaforma sviluppiamo.
Come si sa, Microsoft ha deciso di distribuire le DirectX 10 solo per Windows Vista.
Questo è un peccato per chi ha deciso di rimanere ancora per un po’ con Windows XP. Ecco però che sviluppatori esterni, Cody Brocious, leader del progetto Alky Project, ha messo a disposizione delle librerie compatibili con DX10 e utilizzabili anche per piattaforme diverse da Windows Vista, aumentando contemporaneamente la compatibilità a DX10 anche per hardware non recentissimo sotto Vista stesso, con il risultato che i videogiocatori non dovranno aggiornare la loro scheda video o il loro Windows per utilizzare i giochi più recenti.
Ecco un esempio di Flight Simulator X con DX9 a confronto con DX10…
Incredibile il realismo ottenibile!
La preview di DX10 per WinXP è scaricabile da qui.
Per l’installazione è sufficiente prima di tutto installare l’ultima versione ufficiale di Microsoft DirectX per WinXP da qui, dopodichè copiare d3d10.dll, d3dx10.dll, d3dx10.dll, dxgi.dll, e Nucleus.dll in C:\Windows\System32.
Per ottenere gli esempi: seguire le istruzioni su come usare Visual C++ 2005 Express Edition con il Microsoft Platform SDK. E naturalmente scaricare e installare il Microsoft DX SDK (Software Development Kit).
Per il build e il run di un esempio:
- Andare nella cartella Microsoft DirectX SDK, Samples, C++, Direct3D10, Tutorials, Tutorial12
- Doppio clic sul file “Tutorial12_2005.sln”
- Selezionare “Start Without Debugging” dal menu Debug.
Il tutorial 12 is attualmente l’esempio raccomandato (tutti gli altri potrebbero avere qualche problema, ma sono comunque utilizzabili e validi come esempi).
Approfondimento: DX9 (WinXP) vs. DX10 (Vista).
Ecco come CyberTaskTimer mostra le statistiche dopo 101 giorni di utilizzo:
Notare come il db contenga più di 135.000 (centotrentacinquemila) finestre. E devo dire che CTT non fa una piega, ma continua a lavorare senza problemi e sopratutto senza appesantire in alcun modo il sistema. Sono soddisfatto di questa piccola utility gratuita per il monitoraggio del tempo trascorso al PC!
E le vostre statistiche a 100 giorni di utilizzo quali sono?
Sembra notizia molto più che solo ufficiosa che il team Microsoft ADO.NET stia per abbandonare lo sviluppo di LINQ in favore di Entity Framework (ex ADO.Net Data Services, codename “Astoria”).
Sarà vero? Beh, sembra proprio di sì, le notizie sono reperibili su questi due blog:
Tim Anderson’s ITWriting
OakLeaf Systems
Certo che ultimamente Microsoft sta facendo correre un po’ troppo i suoi sviluppatori-utenti dietro le tecnologie che inventa. Se tali tecnologie hanno (come si vocifera) la presunzione di innovare, non dovrebbero essere un tantino più longeve?…
Sì, lo so, sono un po’ retorico e provocatore con questa mia ultima frase, ma i commenti ai blog segnalati lasciano ben poco spazio alla retorica:
This would be a huge problem as we are just investing a lot in LINQ 2 SQL under the assumption that the missing pieces will be delivered at some point in the future. It would be very hard to convince my boss to go the EF and invest again a lot of time to get to know that technology, but it would also be very hard to develop v2 of our application in a few years when we still do not have things like synchronisation of LINQ diagrams (dbml files). If they were to abandon LINQ 2 SQL it would leave a very bitter taste in our mouths.
O ancora:
If this happens, I am no longer going to invest any time into learning new MS technologies until they have been mainstream for 2-3 years.
Direi che chi sta investendo in LINQ debba prima di tutto assicurarsi che le basi su cui poggia il futuro dei propri investimenti siano solide, altrimenti questo investimento in soldi e studio potrebbe davvero rivelarsi ampiamente controproducente…
Spero di sbagliarmi.
E’ stata appena resa disponibile la prima BETA pubblica di CyberTaskGuardian.
Questo software, un tool di dimensioni molto ridotte, che non necessita installazione, altro non è che un guardiano per il nostro sistema e costituisce l’alleato perfetto per antivirus e firewall.
Come funziona? CyberTaskGuardian monitorizza tramite un hook system-wide le chiamate all’API CreateProcess, in questo modo potrà intercettare qualsiasi processo che si sta tentando di aprire (manualmente o avviato da un qualsiasi altro processo già attivo), bloccarlo e chiedere conferma all’utente. Proprio come un firewall fa per le connessioni in entrata e in uscita, CyberTaskGuardian si ricorderà della risposta data e, a una nuova apertura dello stesso processo, non chiederà più nulla all’utente. Inutile dire, poi, che un qualsiasi virus, anche sconosciuto, non potrà essere avviato senza esplicito consenso, in questo modo CyberTaskGuardian ci permetterà di dare il benestare solamente a processi di cui siamo a conoscenza.
Se volete, può essere anche inteso come una sorta di UAC molto più personalizzabile, anche se agisce solamente sugli eseguibili. Nella versione Professional, infatti, sarà possibile che l’amministratore del tool specifichi per ogni utente connesso al sistema quali programmi avviare, in questo modo l’utente senza privilegi amministrativi potrà solamente avviare i programmi consentiti dall’amministratore.
Nella versione Enterprise, poi, sarà anche possibile mettere le regole (white/black list) su un server centralizzato, in modo che i vari client sulla rete utilizzino tali regole per l’avvio dei processi consentiti.
Attualmente CyberTaskGuardian è ancora molto semplice ed esiste solo nelle versioni Free (gratuita!) e Personal (a bassissimo prezzo, con le sole funzionalità di base abilitate), ma il suo lavoro lo fa e ci garantisce quella protezione in più, dando anche ai sistemi NT, 2000 e XP la protezione di UAC, ma senza i suoi fastidi!
Naturalmente il software sarà presto compatibile anche con Vista (utile sia con UAC abilitato che, a maggior ragione, con UAC disabilitato). Inoltre, come sempre, ascolterò ogni critica o suggerimento per renderlo sempre più efficace e versatile!
E’ possibile scaricare la versione 0.51.745 BETA da qui (versione per Windows NT, 2000, XP).
Spero sia di vostro gradimento. Attendo i vostri feedback per poterlo migliorare!
Ecco come eseguire un .VBS file direttamente, inglobato in un vostro pacchetto CyberInstaller, senza la necessità di usare un file batch:
- PASSO 4 “Dati”: aggiungere i propri file al pacchetto, compreso il file .vbs che si desidera venga eseguito
- PASSO 8 “Applicazioni esterne”: aggiungere un’applicazione esterna alla lista “applicazioni da eseguire DOPO l’installaizone”, cliccando sull’apposito pulsante “Aggiungi”.
- Nella finestra che apparirà inserire i seguenti parametri:
Descrizione: descrizione del file VBS
Percorso locale: cmd.exe
Ingloba nel pacchetto: NO
Percorso di avvio: |$SystemPath$|
Parametri a riga di comando: /c “|$AppPath$|\nomefile.vbs” (non dimenticare le virgolette!)
Modalità di esecuzione: sincrona
Conferma utente: a vostra scelta
E’ tutto: così facendo alla fine dell’installazione verrà direttamente eseguito il file vbs che avete indicato, nell’esempio chiamato “nomefile.vbs”.
Il Package & Deployment Wizard (PWD) di VB5/6 ha molti problemi. O meglio, andava benissimo per le versioni di Windows in uso quando è stato creato (il lontano, ma che dico lontano, giurassico 1998), ma quei tempi sono passati e il PWD non è più al corrente di come le nuove versioni di Windows debbano essere trattate e di quali siano gli accorgimenti che Microsoft stessa raccomanda (specialmente per WinXP e Vista).
Ed è proprio Microsoft che, interrompendo il supporto per il PWD, ne decreta di fatto la morte (è ormai nella categoria “abandon-ware”) e ne sconsiglia l’uso sui sistemi Win2000, XP, Vista e superiori. Nel mio articolo pubblicato su VB-T&T indico in dettaglio i motivi.
Non mi fiderei assolutamente di distribuire un mio software con il PWD. La distribuzione di un software è la confezione, l’abito con cui presentiamo il nostro prodotto ai potenziali clienti. Ci fideremmo di uno strumento obsoleto, abbandonato dalla casa produttrice e con potenziali e comprovati rischi di malfunzionamenti (mancate registrazioni, ecc.) nonchè potenziale causa di crash di sistema, che quindi potrebbe minare seriamente la stabilità dell’intero sistema? Io no. E voi?
Ma non è colpa sua! Poverino, è troppo vecchio. Un MVP (per gli amici “Mike”) ha scritto:
…You must realize PDW came out in 1998 before certain features of Windows…
ossia: “bisogna comprendere che il PDW uscì nel 1998, prima di certe funzionalità dei Windows attuali…”.
Un interessante discussione con approfondimenti tecnici sul PDW e quali danni causi al sistema, si trova sul forum ufficiale di CyberInstaller Suite, più precisamente qui.
Il PDW è ancora molto diffuso, forse per pigrizia (è comodo usare un tool incluso nel proprio ambiente di sviluppo preferito) forse perchè è gratuito (o meglio, lo abbiamo già pagato quando abbiamo acquistato Visual Studio). Ma spero di avervi esaurientemente redarguito sui potenziali rischi a cui andate incontro utilizzando questo abandon-ware di nome “PDW”.
E adesso non mi resta che augurare un buon packaging a tutti!
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